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Motivi per i quali i gruppi sangugni sono differenti tra loro

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Perchè i gruppi sanguigni sono diversi

Facciamo un salto indietro nel tempo. A inizi Novecento, il biologo austriaco Karl Landsteiner fa luce su una importante scoperta: esistono 4 gruppi sanguigni, A – B – AB – 0.
 
Qual è la ragione della diversità? La presenza – o meno – di agglutinogeni, sostanze antigeni presenti negli eritrociti di ogni persona.
 

La classificazione dei gruppi sanguigni

Due sono gli agglutinogeni, A e B; dunque, chi ne possiede o l’uno o l’altro si ritroverà con il gruppo sanguigno A o B; chi li possiede entrambi avrà il gruppo sanguigno AB. Infine, i soggetti privi di agglutinogeni apparterranno al gruppo Zero.
 
Nel plasma, invece, sono presenti anche le agglutinine, cioè anticorpi Anti-A , Anti-B , che possono agglutinare i globuli rossi che contengono l’antigene estraneo (A e B). In altri termini:
 
i soggetti del gruppo sanguigno A presentano l’agglutinina anti-B;
i soggetti del gruppo sanguigno B hanno l’agglutinina anti-A;
i soggetti del gruppo sanguigno AB (“recettori universali”) non presentano agglutinine;
i soggetti del gruppo 0 hanno in loro tutte e due le agglutinine (sono donatori universali).
 

Qual è la compatibilità dei gruppi sanguigni?

La scoperta di Landsteiner non si ferma, però, solo agli agglutinogeni A e B. Lo scienziato individua anche un terzo agglutinogeno: “Rh”. L’85% dei soggetti presenta Rh positivo (Rh+). Il 15%, Rh negativo (Rh-).
 
Da qui la necessità di capire qual è la compatibilità tra i diversi gruppi.
 
Gruppo 0 Rh-: può essere donato a tutti (a prescindere dal gruppo), vista l’assenza di antigeni sui globuli rossi e l’assenza del fattore Rhesus.
Gruppo 0 Rh+: i soggetti con tale gruppo possono ricevere solo da persone con gruppo Zero (Rh+ o Rh-).
Il fattore Rhesus positivo limita poi la donazione solo a persone con fattore Rhesus +, a prescindere dal gruppo sanguigno.
Gruppo A Rh-: l’antigene A permette la donazione a persone di gruppo A o AB. Si può ricevere, invece, solo da soggetti di gruppo A- o 0, per la presenza dell’agglutinina beta nel plasma.
Gruppo A Rh+: può donare sangue a persone A+ e AB+ e ricevere da 0+, 0-, A+ ed A-.
Gruppo B Rh-: l’antigene B fa sì che si possa donare il sangue soltanto a persone di gruppo B e AB. La presenza dell’agglutinina alfa nel plasma rende possibile ricevere sangue solo di gruppo 0- o B.
Gruppo B Rh+: può donare sangue a B+ e AB+ e ricevere da 0 e B.
Gruppo AB Rh-: può donare sangue solo al gruppo AB, vista la presenza di entrambi gli antigeni sui globuli rossi. La mancanza di agglutinine rende possibile ricevere da tutti i gruppi con fattore Rh-.
Gruppo AB Rh+: può donare sangue solo a persone con sangue AB+, ma ricevere da tutti i gruppi, a prescindere dal Rh.
 

L’importanza della compatibilità nelle trasfusioni

Dell’importanza del sangue per le trasfusioni è inutile discutere, invece, è utile ricordare che le tecniche recenti di estrazioni di emoderivati (per esempio, il fattore VIII nell’emofilia) o le moderne tecniche di exanguino trasfusione totale o di plasmaferesi (spesso manovre salvavita nei casi di gravissime intossicazioni e avvelenamenti, o gravi situazioni di shock) costituiscono ulteriori indicazioni per la raccolta del sangue.
 
Pure bene sottolineare che, nonostante le compatibilità assolute per quanto riguarda gli antigeni contenuti nei globuli rossi (ci sono molti altri antigeni in genere ricercati e qui non citati per brevità), viene di solito effettuata una prova di compatibilità fra il sangue del donatore e il sangue disponibile.
 
La sequenza prevede di solito:
 
prelievo per compatibilità;
ricerca del sangue disponibile;
prova di compatibilità;
 
In casi di emergenza, invece, si ricorre solo al sangue dello stesso gruppo o sangue donatore universale 0 Rh negativo.
 
Importante è, quindi, avere sempre sangue a disposizione – grazie ai donatori -, così da aiutare chi si trova in stato di necessità: “Donare il sangue rappresenta il più grande atto di vita che chiunque può compiere” (Margaret Chan, ex direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).
 
A cura del dr. Antonio Silvestri (Medico Olistico, Specialista in Malattie Infettive, Perfezionato in Tossicologia), in collaborazione con pazienti.it
 

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